ATTIVITA PRECEDENTE


SEMINARIO 13 Y 14 MAGGIO 2011

"Il corpo come strumento terapeutico"

 

PSICOTANGO NELLA FIERA DEL LIBRO 2011

 

 

PSICOTANGO NELLA COMUNITA, QUARTIERE MILONGA "LA ZATTERA"

 

 

 

PSICOTANGO NEL MONDO E TANGO FESTIVAL 2010

 

IL NOSTRO LIBRO NELLA "IDEAL" 2010

 

 

 

Congresso Internazionale di Tangoterapia
17, 18, 19 Luglio 2008 Rosario, Argentina.

 

 

 

 

Si è tenuto nei giorni 17, 18 e 19 Luglio 2008, scorsi| a Rosario, Santa Fe, Argentina
Ariston Hotel - Cordoba 2554.

Con la partecipazione di 200 persone e di circa 28 relatori.
¡Ci son state la milonga e la cena di gala!
Naturalmente, Psicotango è stato presente con un workshop e una presentazione, a cura di Monica ed Ignazio, che potete leggere qui di seguito:

Presentazione del “Workshop di Psicotango”
Desideriamo condividere con voi il lavoro che stiamo portando avanti dal 2002. Il Gruppo Dinzel ha operato e ricercato, nella teoria e nella pratica, gli effetti del ballo del tango sulla salute, per oltre vent’anni. Rodolfo Dinzel è un famoso ballerino, un membro dello spettacolo “Tango Argentina” ed oggi è responsabile del Dipartimento di Danza all’Università del Tango. Ha creato, anche, la Fondazione Tango Argentino e, in quel ruolo, ha promosso il ballo del tango in alcune scuole pubbliche e in altri luoghi dedicati all’educazione speciale (di persone disabili).
Conduciamo studi, su base volontaria, dal 2004, nell’Ospedale Alvear di Emergenze Psichiatriche e nell’Ospedale Tornu Gral, di Agudos, entrambi nella città di Buenos Aires, rispettivamente, nei reparti dei Minori e delle Cure Palliative. Abbiamo lavorato anche con pazienti anziani col Morbo di Parkinson nell’Ospedale di Clinica della città di Buenos Aires.
Il team è composto da psicologi, psichiatri, medici di medicina generale, un musicoterapeuta, un danza terapeuta ed insegnanti di tango. Ha allestito workshops di pratica volti ad alleviare la sofferenza di pazienti e loro famigliari tramite il tango quale collegamento tra il corpo e l’esperienza vissuta.

Le finalità sono quelle di far luce sul risveglio della motivazione in un’attività espressiva correlata alla sfera socioculturale, verso l’integrazione sociale. Il movimento eseguito nel ballo stimola il benessere del corpo.
Il compito richiede che il paziente riesca ad individuare ed utilizzare quelle parti del corpo che sono state colpite dai suoi sintomi.
Tramite questo si ottiene che alcuni sintomi cessino i loro effetti nei pazienti alleviando la loro sofferenza. Ad esempio, nei pazienti terminali, abbiamo osservato che il tango facilità l’espressione fisica e verbale del dolore risvegliando nel corpo emozioni sensuali, in una persona che praticamente non ha un corpo.
Durante questi incontri si crea sempre, paradossalmente, un clima di festa in un
contesto di perdita/lutto.
Nei pazienti psicotici, ha lo stesso effetto nel ridare memoria a un corpo frammentato.
L’esperienza coi minori, afflitti da questa patologia, ci ha dimostrato che la
preparazione speciale personale per gli incontri, che produce la cessazione di
sintomatologia fiorita (allucinazioni etc.), sia correlata al momento di impegno
nel ballo.
Osserviamo anche un impatto istituzionale che unisce spontaneamente, tramite il
coordinatore incaricato, medici professionisti, psicologi, assistenti e aiuto-pazienti,
in un legame unico al ritmo dei 2/4.
Vorremmo chiarire che, quando abbiamo lavorato col Tango nell’ambito delle Cure
Palliative, si trattava di persone che stavano morendo di cancro... che si alzavano
dal letto per non sentire l’arrivo della propria morte. Quando Dinzel ci incoraggia
ad indagare il ballo del tango ci chiede i “perché”; perché possiede effetti terapeutici?
In realtà, nasciamo per morire. Però, nella nostra psiche, abbiamo un qualcosa che si
chiama Libido, come l’ha descritta da Freud, che lotta per la vita. Noi reprimiamo questa
energia o riteniamo di doverla utilizzare soltanto in quei pochi momenti nel rapporto
sessuale.
Tuttavia, quella Libido ci accompagna sempre, e se viene repressa, si manifesta
nel corpo in forma di malattia.
Riteniamo che ballare il tango, grazie all’abbraccio e la vicinanza tra i corpi, possa liberare questa energia e consentirci di sublimarla con un subitaneo beneficio in termini di contentezza e recupero di salute.
Son tutti argomenti profondi, ma questo spazio ci permette soltanto un abbozzo veloce delle colonne portanti che supportano la nostra teoria, le basi della metodica PSICOTANGO che siamo venuti a presentare.
Cominciamo la nostra presentazione giocando... mostrandovi uno dei tanti esercizi che eseguiamo durante i nostri Incontri.
I bambini quando giocano lo fanno in modo serio, come le coppie quando ballano.
Il tango è nato quale GIOCO di improvvisazione, di abilità, e noi dobbiamo tornarci perché il gioco, in quanto zona permeabile del nostro inconscio, ci consente di liberare quella Libido che ci collega alla vita.
Un altro punto fondamentale della nostra teoria è che il tango è più di una ballo di coppia: IL TANGO E’ UN BALLO IN GRUPPO.
Crediamo sia UN DIALOGO tra due corpi che ballano.
Tuteliamo i rituali della CERIMONIA della milonga perché, già dai tempi primordiali, gli uomini si proteggevano dalle loro paure ballando in cerchio, con musiche ed indumenti adatti alla circostanza.
Il  “cabaceo” (l’invito dell’uomo tramite un cenno particolare del capo) è strutturante. Già partendo dalle teorie di Lacan, sappiamo che la madre struttura, crea l’immagine del suo bambino attraverso lo sguardo.
Dobbiamo prepararci alla cerimonia dato che lì, come durante una messa, ogni gesto e postura acquisisce un senso carico di significato.
Se manteniamo i rituali, ci assicuriamo l’energia emanata dal gruppo e dal “mandala” della pista da ballo.
Camminando in senso antiorario... cerchiamo di esorcizzare la morte, di fermare il tempo.
Analizziamo ogni elemento del ballo cercando i “perché”, convinti del fatto che, quanto più conosceremo questa materia di studio, che è il ballo del tango, tanto più saremo in grado di capirne i benefici.
Prendiamo ad esempio le scarpe, quell’elemento totem che ci immette nella Cerimonia, cambiando il nostro ruolo e trasformandoci in Milongueri/e, un gruppo che ci identifica quali Uomini e Donne pronti a condividere un abbraccio, talvolta, senza conoscerci l’un l’altro.

L’Abbraccio ci rimanda al primo, quello della Relazione Primaria con la mamma,
quell’abbraccio che abbiamo sperimentato, che ci ha protetti e che desideriamo
ritrovare; e che, qualora ci sia stato negato, continuiamo a cercare. A volte penso
che i Giapponesi attraversino il mondo e vengano a Buenos Aires bramosi di
quest’abbraccio vero.
PSICOTANGO è nato quale lavoro di ricerca esplorativa che, poco a poco, è andato
trasformandosi in percorso metodologico ed è per questo che abbiamo avvertito il
bisogno di mostrare la nostra esperienza.
Ci stiamo impegnando nell’Organizzazione di Incontri e Seminari nei quali, mediante
esercizi, traduciamo in pratica ciò che sosteniamo in teoria.
Gli Incontri si tengono una volta la settimana senza tener conto del livello di tango
dei partecipanti. Quelli che ancora non ballano, si ritroveranno a farlo in modo
contenuto, scoprendo cosa “dicono” i loro corpi, ed imparando ascoltare quel che
dicono i corpi degli altri.
Gli insegnanti acquisiranno elementi nuovi affinché le loro lezioni siano un qualcosa
in più dell’impartire “solo tecniche di ballo”.
Vi invitiamo a partecipare ad un nostro Workshop , in cui potrete sperimentare questi
concetti. Vedrete che suddividiamo gli Incontri in quattro fasi: 1) alcuni minuti di
Apertura per illustrare, un po’ teoricamente, ciò che svolgeremo nel corso dell’incontro;
2) il Riscaldamento, tramite esercizi di rilassamento, col tango, e volti al prendere
coscienza di quelle nostre parti che utilizzeremo nel ballare; 3) il Compito, durante
il quale, tramite esercizi di improvvisazione, impareremo il “linguaggio” del tango; 4) la Chiusura, svolta con esercizi di stretching e di visualizzazione guidata, e in cerchio; poi ci sediamo e condividiamo i nostri vissuti.
Speriamo di vedervi!

Psicotango esportato con successo a Ravenna (Italia) – Settembre 2007
Nel mese di settembre, un Seminario di Psicotango si è svolto in Italia, esattamente a Ravenna, al Nord, in una città nota come “Villa Romana”, sulle coste del Mare Adriatico.
Ai quattro incontri, sono affluite più di 24 persone.
L’organizzazione impeccabile, il luogo e la divulgazione, hanno fatto sì che l’evento si sia potuto svolgere in condizioni immemorabili.

Il secondo Seminario di Psicotango - Anno 2007
Il secondo Seminario di Psicotango si svolto nell’ultimo week-end di Luglio. Il seminario ha messo insieme diversi psicologi, insegnanti di tango e di musica,  Questo gruppo eterogeneo si è riunito con l’intento comune e chiaro: l’attenzione e l’interesse per “l’anima del tango”. Il seminario è stato profondo e significativo.

Gli incontri di Psicotango, nel 2007
Questi incontri si sono svolti alla Casona dell’Abasto (BsAs), dal 9 Maggio al 20
Giugno. Sette incontri realizzati per elaborare diversi concetti: l’Individuo – la Coppia
- il Gruppo – l’Integrazione – il “Dare e Ricevere” – la Fiducia  - il Desiderio.
Un’esperienza carica di significati.

Psicotango's Seminar for Professionals in December, 2006
The seminar took place at The Casona, in the city of Buenos Aires, in December, 2006,
Friday 1, Saturday 2 and Sunday 3.
Twelve people from different countries, professionals of tango and psychologists
attended.
The course was theoretical as well as practical. Most of the expectations were fulfilled.

Seminario di Psicotango in Svizzera – Gennaio 2007
La scorsa estate (inverno, in Europa) 2007, abbiamo tenuto un seminario di Psicotango,
della durata di due giorni, nella città medievale di Friburgo, in Svizzera.
E’ stato il primo seminario ad oltrepassare le frontiere locali, ed ha riscosso grande
successo dai parte dei partecipanti, provenienti da tutte le parti di questo paese neutrale,
per allacciarsi nell’abbraccio del tango.

Incontri di Psicotango, nel 2006
Questi si sono tenuti, nei mesi Luglio/Ottobre 2006, in una casa dell’Abasto, nella Capitale Federale. I partecipanti, di ambedue i sessi, erano 8/10 persone, tutti principianti di Tango.
matters.

Seminario di Psicotango per i Professionisti – Dicembre 2006
Il Seminario ha avuto luogo alla Casona, nella città di Buenos Aires, dal 1° al 3 Dicembre 2006, venerdì, sabato, domenica. Hanno partecipato dodici persone, professionisti di tango e psicologi, provenienti da diversi paesi. Il corso è stato teorico e pratico. La maggior parte delle aspettative è stata soddisfatta.

Esperienze in Ospedali pubblici ed altri Centri di Salute
Esperienze realizzate, dall’anno 2004, nell’Ospedale Alvear di Emergenze Psichiatriche e nell’Ospedale Tornu Gral. di Aguados, entrambi nella Città di Buenos Aires, rispettivamente nel Reparto Adolescenti e Reparto di Cure Palliative. Il team era composto da psicologi, psichiatri, medici di medicina generale, un musicoterapeuta, un danzaterapeuta ed insegnanti di tango. Ha allestito workshops di pratica volti ad alleviare la sofferenza di pazienti e loro famigliari tramite il tango quale collegamento tra il corpo e l’esperienza vissuta.



Il Ballo del Tango negli Ospedali Pubblici ed altri Centri di Salute
Nel 2004, abbiamo utilizzato il tango nel contesto degli ospedali pubblici rendendo
possibile, tra l’altro, la restituzione alla comunità di qualcosa che le apparteneva da
sempre. Il workshop,che ha avuto luogo nel “Servizio dell’Adolescenza” dell’Ospedale
delle Emergenze Psichiatriche, T. de Alvear., Bs As. Argentina, era coordinato dal
Lic. Ignacio Lavalle Cobo e l’insegnante di tango, Lysandra Ozino Caligaris, con la
collaborazione dell’assistente terapeuta, Natalia Schmeil, e la supervisione del
Dr. Norberto Buchsbaum e del Dr. Eduardo Garin. All’esperienza hanno partecipato
pazienti, assistiti dal servizio, ed anche esponenti dello staff professionale.
Attualmente, avvengono una volta al mese. Lo scopo principale del workshop
è lo stimolare interesse e motivazione a prender parte all’attività “corporeo-espressiva”
che, a propria volta, suscita interesse verso una maggiore integrazione socioculturale.
Il movimento del ballo migliora la postura, inducendo l’individuo a localizzare ed
integrare quelle parti che potrebbero essere colpite e/o lese dalla sua malattia.
I sintomi vengono alleviati, almeno in parte, arrecando sollievo alla sofferenza del paziente.
"Quando ballo il tango non sento voci”, aveva detto un paziente, R., che sentiva costantemente delle voci che gli chiedevano di uccidersi.
Il pieno contatto corporeo offre la possibilità della riconoscersi reciprocamente ed un aggancio all’aspetto socio-storico-culturale che è proprio dell’immersione nella tradizione del folclore. Questo consente a pazienti di connettersi fisicamente l’un l’altro, e persino di riprendere le proprie attività quotidiane nel mondo esterno: "Maestro, l'altro giorno ho lottato per frequentare le lezioni in un centro culturale del quartiere", ci aveva riportato M., una paziente con problemi antisociali, la quale, in effetti, nelle settimane successive, aveva cominciato a prender parte alle lezioni di tango in un contesto extra-ospedaliero.
Partendo da ciò che è specifico del Ballo del Tango, viene stimolato il funzionamento de: la coordinazione motoria, l’organizzazione temporo-spaziale, i meccanismi di vigilanza, il riconoscimento dello stimolo – la decodifica ed elaborazione dell’informazione, l’organizzazione della risposta, la memoria di lavoro, l’elaborazione dell’informazione, la pianificazione e la previsione.
Il ballo produce la comunicazione di gruppo, sia verbale che fisica. Sviluppa abilità sociali e legami coi propri pari; ripristina la relazione con gli altri ed offre degli strumenti da utilizzare per la propria integrazione futura nelle attività comunitarie. Il tango aumenta anche l’autostima attraverso la creatività.
L’Abbraccio fornisce un’occasione eccellente di sostegno tra compagni. Queste caratteristiche correlate al corpo, alla memoria e alla gruppalità, vengono acquisite soltanto mediante la continuità, a medio e lungo termine, nella terapia integrata delle patologie psichiatriche (terapia che viene agevolata, soprattutto, dal "fare"), che includa, però, il tango in sé stesso quale possibilità potenziale di crescita specifica.
Nel contempo, sempre nel 2004, abbiamo fatto esperienza nel reparto di Cure Palliative (PC) dell’Ospedale Tornú di Bs As, Argentina. Il workshop era coordinato dal Lic. Ignacio Lavalle Cobo, dalla MTP Luz Castiñeiras, dagli insegnanti, Marisa Carratini e Guillermo Lugrin, sotto la direzione della Dr. Mariela Bertolino.
Le finalità e le acquisizioni in questo inquadramento (setting) sono identiche a quelle proposte nell’Ospedale Alvear Hospital,però con un taglio diverso nell’elaborazione del dolore, dato il contesto che centra la propria attività nella cura del paziente cronico terminale. Abbiamo integrato anche tutti i pazienti e i professionisti, coinvolgendo famigliari ed accompagnatori.
Ed abbiamo comprovato, una volta ancora, che il tango è memoria e affetto, posti
in rilievo nell’espressione delle anime, uniti in una sola voce comune di amore e
dolore. Tra l’altro, abbiamo realizzato tecniche, mettendo insieme un tango o un
brano strumentale, con un paziente terminale, e quando muore, si balla al ritmo
di quella stessa musica, raggiungendo una catarsi emotiva nel ricordarlo.
La stessa cosa vien fatta con ogni persona che fa parte del gruppo e con la quale
si sono raggiunti un’identificazione ed un senso di appartenenza, che hanno radici
nella cultura condivisa.
E’ di lì, che abbiamo intuito e constatato l’efficacia nell’elaborazione del dolore
tramite il gioco, ricordando al paziente qualche motivetto e/o frase, associandoli
ad una sua persona cara.
I risultati sono:  l’inserimento dei famigliari di pazienti morti in una nuova rete di
contenimento/sostegno, all’interno del gruppo in cui si realizza l’attività, o dall’esterno,
tramite le milongas. Sappiamo di una paziente, G., che ha conosciuto il suo partner
in una milonga. Un altro membro del gruppo, D., sta organizzandosi in tal senso:
si prepara a frequentare le milongas, prendendo lezioni private, ed ha comprato
scarpette da ballo nuove.
Altri episodi che abbiamo potuto apprezzare sono il contatto ed il recupero
dell’immagine corporea dei pazienti, in alcuni casi, praticamente inesistente:
“Quando ballo il tango mi sento scorrere il sangue nelle vene, ormai non ho
più bisogno di terapie, ho bisogno di tango”, diceva S., 40 anni, statura media,
peso 40 kg., affetta da un cancro in stato molto avanzato. In genere, tanto i
pazienti quanto il resto dei membri, mostrano, di volta in volta, ad ogni incontro,
un aspetto personale, un look, (trucco, vestiti ecc.) più accurato e prolisso, facendo notare i cambiamenti in questo senso.
Abbiamo notato altresì che quest’attività agisce quale fattore di riduzione del “burn-out” nei professionisti (sempre sovraccarichi delle loro responsabilità). Molti di loro ammettono che il passare solo 10 minuti al workshop li riempie di energia per tutto il giorno. Ritengono che la semplice presenza del gruppo per loro sia un conforto ed un sollievo. Il lavoro che svolgono, legati a dolore e morte, può condurli al burn-out. Ma, grazie alla tango-terapia, possono, seppur momentaneamente, connettersi con se stessi, con i pazienti e famigliari, da un’altra prospettiva, e a livello informale ed orizzontale.
A queste attività se ne aggiungono altre, con gli stessi propositi di produrre benessere:
- Giovani che presentano bisogni particolari (Sindrome di Down),
- Pazienti con Morbo di Parkinson, nell’Ospedale di Medicina Generale di BsAs,
- Persone non-vedenti.

Queste attività, sinora, non hanno prodotto entrate, malgrado la presentazione ripetuta di progetti a diversi enti pubblici e privati per ottenere un sostegno economico.

(Traduzione di Pietro Adorni –  12 Agosto 2009)

Imagen: Pintura de Estela Bartoli
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