OFFERTA SEMINARI


PROPOSTA DI SEMINARI DA REALIZZARE

Qui di seguito ti descriviamo in cosa consiste un Seminario. Per aiutarti nel caso tu pensi di organizzarne uno nel luogo in cui vivi.
Mettiti in contatto con noi: info@psicotango.com.ar e chiariremo altri dettagli.
Seminari di Psicotango
Tempo di durata: 3/4 incontri di 2/3 ore cadauno, che si possono realizzare in due giorni di corso intensivo.
Luogo: Sala ampia, pavimenti preferibilmente in legno, con specchio, con impianto musicale, e appartato (senza interruzioni)
Participanti: 6/14 coppie aprox. Di qualunque livello, anche principianti. Professionisti di tango, psicologi o operatori di psicologia, danza-terapeuti, etc.
Coordinatori: Coppia di sesso diverso [1]. Ballerini di tango [2]
Colloquio preliminare: Breve presentazione della proposta del seminario. Stabilire l’accordo per orari e luogo [3] Pattuire l’argomento “soldi” (importo/modalità di pagamento).
Costo per un seminario: $150 (pesos) a persona in Argentina - U$ 100 (dollari USA) / 80 EU$ (Euro) all’estero, da convenire.

[1] In questo modo son presenti Anima e Animus. Ci sono, così, ruoli complementari.
[2] Il leader/conduttore deve avere qualità/attributi che tutti riconoscano.
[3] Va istituita una grande stabilità negli orari. I partecipanti debbono esser sicuri che il gruppo rispetti i giorni e gli orari. Cominciare puntuali e terminare in tempo.
Obiettivi generali:

• Osservare le possibilità che offre il ballo del Tango come metodo vivenziale.
• Avvicinare e/o connettere i membri del gruppo al fenomeno-cultura Tango partendo da una prospettiva libera da pregiudizi.
• Offrire la possibilità di ridare significato al Tango partendo dall’esperienza propria del corpo.
• Esplorare questo tipo di comunicazione.
Obiettivi particolari:

• Utilizzare il Tango come ponte per mettere il moto la nostra interiorità (complessi, paure, censure).
• Accompagnare la presa di coscienza dell’unità psico-fisica-sociale.
• Porre il corpo quale luogo di registrazione dei ricordi affettivi.
• Attraverso il “creativo”, iniziare ad ascoltare il nostro linguaggio corporeo.
Nozioni pratiche:
Generalmente, i Seminari di Psicotango sono suddivisi in 4 Incontri di 3 ore di durata aprox. ciascuno, implementando tematiche quali: L’Individuo, La Coppia, Il Gruppo e L’Integrazione. Allo stesso modo, suddividiamo ogni incontro in 4 fasi:
Così che le chiamiamo di Inizio, nella quale ci presentiamo e facciamo una breve sintesi del programma della riunione.
All’inizio, poniamo i presenti in alcuni concetti base circa la teoria psicoanalitica del gioco e la sua relazione col tango, inclusa l’implicazione archetipica della danza.
Nel Riscaldamento, cominciamo a muovere il corpo e a rallentare la respirazione. Di norma iniziamo sempre col rilassamento, quale bagno purificatore, per abbordare la ricerca del sé stesso. E’ fondamentale per poter iniziare il vero lavoro. Si deve pacare il pensiero per lasciarsi trasportare. Tramite il rilassamento possiamo scoprire il corpo che siamo, oltre a quello che abbiamo.
Poco a poco si guida la raccolta di piccoli dati, di solito ritenuti inutili. Si esaminano sensazioni.
Cerchiamo di trovare l’unione col corpo. Energizzarci, centrare quell’energia. Scaricare tensioni.
Nel Compito, attraverso diversi esercizi di improvvisazione, andremo ad apprendere/afferrare il linguaggio del ballo e della sua espressività. Rispettando la tematica su cui si lavora e le sue fasi, si utilizzeranno risorse di danza ed anche di psicodramma, di discipline orientali, bioenergetiche e gestaltiche. E’ a seconda della natura dell’incontro che si preferiranno le une e/o le altre, sempre elaborate previamente e guidate dalla coppia coordinatrice.
Nella Chiusura e appendice, visualizzazioni dirette ed in circolo, ci sediamo a condividere le esperienze vissute nelle varie fasi. Questo è il momento di recuperare tutto quello che ci ha stimolato durante il tragitto e di verbalizzarlo (tradurlo in parole), per condividerlo col gruppo.

Nozioni teoriche:

Abbiamo scelto di approfondire il percorso del Tango perché abbiamo potuto dimostrare nei nostri lavori precedenti (1) che questo ballo possiede un aggancio nel culturale quale fenomeno di resilienza (2).
Il Tango sarebbe, in questo caso, un sistema di sostegno sociale giacché aumenta la creatività e favorisce il senso di appartenenza. In virtù di tutto questo, è un canale aperto verso la nostra ancestralità.
Esaminare la storia, sia attraverso il ballo che i testi e la musica del tango, apre nuovi interrogativi sulla storia del nostro popolo e, pertanto, della sua identità. Soffermarci su questo punto può offrirci la possibilità di immergerci negli abissi del mito vivente, dell’inconscio collettivo.
Puntiamo ad esser tango, non a copiare né ad imitare o ripetere determinati passi/figure. Confidare in questo obiettivo implica anche impegno e autenticità piena in quel che ci si sta proponendo di fare.
Infine estraiamo la ricchezza culturale che l’altre ci offre.
L’arte, quale mezzo di simbolizzazione, è quel che rende l’uomo diverso dagli altri enti della natura. Trasmette qualcosa che lo trascende, allo stesso modo dei miti e dei sogni; l’opera d’arte non appartiene e nemmeno deriva soltanto dalla produzione dell’artista, ma è un’espressione mediata dall’uomo, proveniente da strati più profondi e radicali.
Il senso che si attribuisce all’opera supera il suo stato singolare e abbraccia quello proprio storico-socio-culturale, nel tempo e l’epoca in cui è manifestata. In un aspetto più profondo di una piatta concettualizzazione, intendiamo che l’artista è mero tramite della sua produzione, essendo l’opera un qualcosa di sovrapersonale che condensa l’universale nel particolare. Più che un’espressione dei conflitti personali dell’artista,(3) quel che troviamo nella sua produzione è qualcosa che appartiene a tutta l’umanità.
Lo scopo della nostra focalizzazione è apprenderla quale manifestazione della psiche, comprendendola e trovando il suo senso per accompagnare l’essere che soffre.
Le creazioni artistiche non sono maschere di qualche contenuto latente bensì manifestazioni proprie, nelle quali l'essere è rivelato. Tenendo conto che l’artista lavora partendo dalla spontaneità e dalla trascendenza, non possiamo lasciar da parte le produzioni folcloriche quali rivelatrici.
Partendo di qui focalizziamo ciò che ci può offrire il ballo del tango quale strumento terapeutico e vivenziale; una micro-scena del vivere.
L’abbraccio particolare ci rimanda all’esperienza primaria con la mamma, trasformandosi allora, nel percorso sicuro che ci connette con la nostra “novella” personale.
Il pieno contatto con l’altro, in corrispondenza assoluta, è qualcosa che nessuna altra danza o attività includono (salvo il far l’amore). Con essa è possibile sperimentare la piena fusione (4) e ricavarne i benefici.
Nel tango viene proposta una relazione a due sintonizzata e sincrona, nella quale ciascuno mantenga il proprio equilibrio senza “aggrapparsi” all’altro, che esige il rispetto delle diversità e che si ascolti e ci si armonizzi con l’altro; una cosa il più possibile simile alla relazione di coppia, alla pari e con maturità di legame.
Comunque, non possiamo negare, considerandolo arricchente, che nei rapporti di coppia "si ballano" certe difficoltà: dipendenze, dolore, ferite emotive, …tutto quello che significa vita.
Il ballo del tango è una coppia abbracciata che mette in gioco "gli eventi" (circostanze), di ciascuno, del gruppo e della società nel suo insieme. Lo spazio della pista da ballo – gli altri – è un evento, una circostanza che si presenta alla coppia che, abbracciata, dovrà trovare una soluzione per rendere più prezioso il “condividere” che ci consente di imparare a riconoscere la problematica nel contatto giornaliero col mondo che ci circonda.
Il Tango porta alla coscienza lo stato e la possibilità proprie del corpo e, a propria volta, il riferimento di quel corpo in interazione.
Un individuo si riconosce in relazione all’altro, ma per avere piena conoscenza del proprio stato è necessario anche autoesaminarsi. Questo nasce dalla dialettica implicita nel ballo, nella sua forma ritroviamo noi stessi attraverso l’altro, ci ricostruiamo facendo strada ad una nuova possibilità di significato. Il corpo gioco un ruolo fondamentale nell’assimilazione della realtà all’essere depositario della vivenza, se riusciamo a prenderne coscienza, otterremo un miglioramento nella nostra qualità di vita e benessere. Perciò la nostra focalizzazione è olistica ed integrativa, intendendo il corpo quale rappresentante dell’anima. Citiamo l’espressione di William Blake che ci ricordava che il corpo è quella parte dell’anima che si rende visibile ai nostri occhi.
In un secondo livello di analisi, comprendiamo l’implicazione che ha il legame/rapporto.
Il fatto d’essere tanto vicini uno all’altro, con la possibilità di invadere il suo spazio, ha le proprie conseguenze. Non c’è posto per le vie di mezzo: o si sente una profonda connessione nell’impatto o un profondo rifiuto. La idea giusta è quella di cercare di ascoltare e comprendere queste reazioni provocate e, nel caso stimolino disaccordo, cercare di modificare, concordandole, le intenzioni di avvicinamento o di allontanamento dell’altro.
E’ altresì un modo di creare legami socio-affettivi che consentano di dar vita, dal sostegno emotivo – nell’elaborazione del dolore o nell’incontro amoroso - alla possibilità di trovare vie d’uscita a problemi collegati al mondo in cui ci muoviamo.
Lo Psicotango è una teoria basata su quei problemi semplici e naturali che si staccano dal nostro corpo non appena impariamo ad ascoltare e rispettare i suoi desideri e limiti. Allo stesso modo, il dialogo corporeo con l’altro ci aiuta a riconoscere energie/potenzialità che, opponendosi, assommano possibilità di incontro. Un nuovo modello teorico che s’insedia nel corpo per ballare al ritmo delle emozioni. Un gruppo che balla una musica che tutti hanno imparato ad udire e rispettare.
Crediamo che, imparando a prestare attenzione, a rendersi conto, la natura seguirà il suo corso e la trasformazione si produrrà spontaneamente.
In ogni istante il ballerino ricorrerà a chi "è" nel momento di riempire il vuoto, per esempio "lo strutturato” rimarrà con la struttura dei passi, delle figure, un altro invece cercherà il gioco, l'improvvisazione, l'avventura.
Lo Psicotango propone di lasciar fare al Tango, si adatta ad ognuno, accetta i modi d’essere producendo, pian piano, un cambiamento. Rimette in ordine il disorientato, ridà equilibrio allo squilibrato, destruttura l’ossessivo. Il grande cambiamento è l’imparare ad accettare e vivere liberamente l'insegnamento che porta a quella capacità di adattamento.
L’idea è favorire uno spazio nel quale i membri (del gruppo) possano fare il miglior uso possibile delle proprie capacità per identificare i loro intoppi e problemi.
Noi persone siamo così abituate al verbale, alla parola, da non sapere focalizzare la nostra attenzione sulle attività inconsce del nostro corpo, che non mentono mai quando parlano. Un muscolo teso è il modo che il corpo possiede per denunciare lo stress emotivo, ¡¡ a volte ci fa gridare di dolore fino a che lo ascoltiamo!!
Diamo continuamente spazio, stimoliamo il gruppo, perché dedichino tutto il tempo necessario per descrivere cos’è che stan vedendo, sentendo, che sta succedendo.
1- Ignacio Lavalle Cobo: "Tango, Una Danza Interiore" Corregidor 2007 e di Monica Peri: "Il tango e il mondo Psi" Biblioteca UMSA 2004.
2-Resilienza: attiene alla capacita dei soggetti di superare tragedie o periodi di sofferenza emotivo. Flessibilità socio-adattiva. Tra i fattori che la favoriscono si possono considerare: presenza di pari e di persone adulte significative. Programmi di educazione comunitaria e condivisione religiosa. Parimenti ogni risorsa interna e/o esterna che vincoli l'individuo e ne favorisca l'identità…"
3-...”e penso se non sarà sempre così, che l’arte del nostro tempo, quell'arte tesa e straccia, nasca costantemente dal nostro scompiglio, dalla nostra ansietà ed dal nostro scontento. Una specie di proposito di riconciliazione con l'universo di quella razza di fragili, inquiete ed anelanti creature che sono gli esseri umani.". Ernesto Sábato "La resistencia", Seix Barral 2007,. Pag 71.
4-Il termine FUSIONALE in psicoanalisi di riferisce molto specificamente alla relazione madre-figlio – figlio nella vita intrauterina. In questo vincolo esiste asimmetria; il bambino è indifeso e dipende assolutamente dalle cure/attenzioni materne.

(traduzione di Pietro Adorni)
19 Luglio 2009


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